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Wicca - Wicca Teorica
Scritto da Falco - Kisha   
Lunedì 08 Settembre 2008 16:22

IL REDE

Obbedirai alla Legge Wiccan, in perfetto Amore e perfetta Fiducia,
Prenderai e darai in egual misura, vivendo e lasciando vivere,
Traccia il Cerchio tre volte, se vorrai tener fuori gli spiriti maligni.

Fa che i tuoi incantesimi siano in rima, se vorrai che siano validi.
Dolce lo sguardo e leggero il tocco; parla poco, ma ascolta molto.
Con la Luna Crescente gira in senso orario, canta e danza la Runa delle Streghe.
Gira in senso antiorario quando la Luna starà declinando, e l’ululato del lupo mannaro allontanerà la sventura. 
Quando la Luna della signora e’ nuova baciale la mano per due volte,
Quando la Luna e’ al suo culmine il tuo cuore troverà la serenità cercata.
Presta attenzione alla burrascosa potenza dei venti del Nord, chiudi la porta e ammaina la vela.
Quando il vento viene dal Sud, l’Amore verrà a baciarti la bocca.
Quando il vento soffia da Est, aspettati novità e preparati a festeggiare.
Quando il vento dell’Ovest soffia su di te sentirai gli spiriti degli antenati inquieti.
Poni nel Calderone nove tipi di legno e bruciali lentamente e velocemente.
Il Sambuco e’ l’albero della Signora, non bruciarlo o sarai maledetto.
Quando la Ruota dell’Anno inizia a girare, lascia i fuochi di Beltane bruciare.
Quando la Ruota sara’ giunta a Yule, accendi i ceppi e lascia che Pan regni.
Prenditi cura di fiori, arbusti e piante, e verrai Benedetto dalla Signora.
Dove vedi le onde incresparsi, getta una pietra, e scorgerai la verità.
Quando hai bisogno, non prestare attenzione all’avidità’ degli altri.
Non trascorrere il tuo tempo con gli stupidi, se stupido a tua volta non vuoi sembrare.
Accogli con gioia e congedati con gioia, rendi splendente il tuo volto e caldo il tuo cuore.
Presta attenzione alla legge del 3: tre volte nel male, tre volte nel bene.
Quando la sfortuna e’ grande, segna una Stella Blu sulla tua fronte.
Sii sempre sincero in Amore, se vuoi che l’Amore sia sincero con te.
“Nove” parole devi seguire: "Finché non nuoci a nessuno, fa cio’ che vuoi"

 

Quello che è presentato qui sopra è una traduzione del Rede Wicca, ciò che alcuni chiamano la regola della Wicca. Parto col raccontarvi in breve la sa storia, che definirei oscura ai più. Alcuni danno a Doreen Valiente il merito di questo testo, in realtà questo documento appare solo nel 1975 al pubblico, tramite una pubblicazione su una rivista americana, l’autrice di questo articolo è Gwynne Thompson che fa risalire il Rede alla sua tradizione familiare, infatti dice di aver ricevuto da sua nonna la versione lunga del Rede. L’attribuzione ad uno o più autori di questo fondamento della Wicca non è ancora possibile, infatti si susseguono conferimenti vari, ma senza prove a fondamento. L’assegnazione a Doreen Valiente è dovuta principalmente alla versione più breve “Della Wicca il Rede è uno: "Fai ciò che vuoi, finché non nuoce a nessuno!", uscito in una pubblicazione successiva a quella della Thompson. Il dato fondamentale è che non è possibile datare il Rede, né tanto meno dare al Poema una origine certa, ma quel che più conta è che entra a far parte delle varie tradizioni Wicca solo dopo il 1975, quando la Stregoneria moderna aveva fatto già la sua comparsa da almeno 26 anni. Ora sarebbero molte le considerazioni da fare, ma le lasciamo al lettore per evitare, come nostra politica, di dare formazione.
Molti definiscono il Rede come l’unica regola della Wicca, valutando erroneamente la base non dogmatica di questa religione, non può e non vuole essere una regola, prima di tutto perché scritta da uomini e poi perché non nasce per essere un semplice consiglio etico e non di più. Il Rede è un consiglio etico, come dicevamo, che chi ha intrapreso il cammino nella Wicca deve tenere in considerazione, ma come molti fanno notare ha alcune contraddizioni con la base stessa della wicca, primo fra tutti il comprendere ciò che è male e ciò che è bene, cosa che, i lettori converranno, spero con me, non è possibile in assoluto. Il Rede ha un infinità di interpretazioni, Il perché di cotante esposizioni non è difficile da comprendere, dove la Wicca ha preso piede ha inserito nel suo beckground culturale ciò che sono le tradizioni del territorio in cui si sviluppa, così abbiamo più modi di intenderlo per gli italiani, più per gli americani, più per gli inglesi, più per i francesi via via fino all’ultimo paese della Terra, questo perché ogni paese ha la sua storia, la sua cultura sia magica sia religioso-spirituale, e così scendendo nel microcosmo della persona, anch’essa nasce con una cultura, con una storia con un modo di essere dovuto in gran parte alla società in cui vive e, da non dimenticare, alla propria famiglia di origine. Questo comporta che ognuno di noi abbia un proprio modo di interpretare un consiglio, di leggerlo e metterlo in pratica. È seguire il Rede che fa un wica (parola usata da G. B. Gardner)? No, perché così come il Rede ci sono un infinità di detti e filosofie simili, se non identiche, questo vorrebbe dire che anche i cristiani sono wiccan “non fare al prossimo tuo ciò che non vuoi fatto a te stesso” (è solo un esempio). Ma resta evidente che c’è una parte che al giorno d’oggi viene quasi dimenticata del Rede, cioè “Fai ciò che vuoi…”, questa parte implica prendere atto che siamo noi ad agire, nel bene e nel male, per la nostra vita, e conferisce quindi delle grandi responsabilità, prima che per gli altri, nei nostri confronti. Trovo inutile fare un analisi entrando fino nei particolari del Rede poiché ne esistono già un infinità nella rete e in numerosi libri, piuttosto mi preme mettere il punto su quanto scritto sopra e dimenticato o tralasciato dai più, il resto lo lascio al lettore che si armerà di buona volontà e cercherà il SUO modo d’interpretarlo, il suo modo di vivere.


Questo articolo nasce a seguito di varie discussioni sul ruolo del Rede nella Wicca. La maggioranza delle persone con cui sono venuto in contatto in queste discussioni travisa, decisamente, il significato.
Molti vedono il Rede come un dictat, o se preferite comandamento imprescindibile, se non segui il Rede non sei Wiccan, ma nessuno si ferma ad analizzare cosa voglia dire il Rede e soprattutto cosa voglia dire seguire il Rede. Purtroppo è facile parlare superficialmente di qualcosa che non si conosce, si esprime un opinione sul concetto “non fare qualcosa che può provocare del male” ed è fatta si ha capito la Wicca e si hanno tirati i paletti che la delimitano.
Oggigiorno è necessario avere dei dogmi e delle regole per creare un gruppo, e devono essere precisi e definiti, chi non segue una di queste regole è fuori dal gruppo, così per la maggior parte delle persone è la Wicca. Probabilmente è difficile capire che non esistono dogmi, abituati come si è ad una filosofia e società che ne è piena, probabilmente è una delle cose che fa della Wicca una religione elitaria, chi capisce questo è sulla buona strada insomma.
Riporto poi di seguito una mia personalissima analisi del significato del Rede e di quel che significa seguire il Rede, ovviamente in quanto opinioni personali sono assolutamente criticabili.

“Fa ciò che vuoi, finché non nuoci a nessuno” sembra di facile analisi, ma assicuro che così non è, personalmente ho rivalutato numerose volte il suo significato, e numerose volte la mia analisi cambierà. Non è un comandamento, che sia chiaro, né tanto meno un dogma universale, è un consiglio etico a cui, chi segue questa religione, si appoggia, senza però farlo diventare un limite per la propria vita.
Purtroppo la moda che permea la Stregoneria e più in particolare la Wicca ha trasformato questa frase in “non nuocere a nessuno, mai!” dimenticando alcuni aspetti che fondano la Stregoneria. La prima frase è “Fa ciò che vuoi” dimenticata quasi da chi si affaccia al mondo della stregoneria, “fare” agire, non aspettare che cada la manna dal cielo, non tutto cade ai nostri piedi se non andiamo a prendercelo, fare, fare e fare senza aver paura. “Ciò che vuoi”, sembra ovvio ed invece lo è meno di quanto appare, ciò che vuoi è tutto quello che ci passa per la testa? O sono le cose necessarie perché la nostra vita, sia veramente nostra e, soprattutto, ci porti ad essere fieri di viverla?
La mia risposta di oggi è sicuramente la seconda. Ciò che voglio sono i miei bisogni più profondi e nascosti, ma anche ciò che la vita mi porta a vedere come necessario.
E questa è una sintesi del mio pensiero sulla prima parte del Rede, ma poi c’è la seconda, forse ancor più difficile da decifrare, alcune versioni riportano “finché non fai male a nessuno”, ma che cosa è il male, da che punto di vista lo si può guardare? Tutto ciò che appare come male e sofferenza è dannoso? Per esempio il dolore che una donna prova durante il parto è male, o il risultato è il più grande bene che l’umanità conosca?
Ecco perché mi piace di più la versione “finché non NUOCE a nessuno”, a questo punto ci sono da fare alcune riflessioni, comincio da “nuoce”, che cosa nuoce, cosa veramente è dannoso, non ho una risposta che vale per tutto e soprattutto per tutti, è una mia visione ed è parziale, ma per parlarne devo fare un piccolo inciso. Ognuno di noi ha una zona (al nostro interno) che è, e vuole tenere, privata, personale, questa parte di noi è ciò che fa la nostra persona, un cerchio di atteggiamenti pensieri e visioni che gli altri non dovrebbero toccare, questa zona rappresenta la nostra integrità, più si conosce se stessi e più questa zona è controllabile e ha dei limiti visibili. Quando qualcuno s’intromette in questa zona sta cercando di danneggiare la persona, chiunque senza il permesso “entra” in questo luogo “virtuale” produrrà danni. E anche con il permesso dell’interessato a volte ciò può avvenire.
Questo è nuocere, non è facile da comprendere e spesso il limite è labile, talmente labile da confondersi e da confondere.
Poi ci sarebbe da analizzare “Nessuno” chi è questo “nessuno”, chi ha la precedenza su tutti gli altri? Questo è il punto più contraddittorio, più difficile da comprendere, ma qui c’è qualcosa che ci viene in contro, la vita! La nostra vita, siamo noi i primi “nessuno” che non dobbiamo danneggiare, siamo noi che non dobbiamo permettere a nessuno di danneggiarci, noi il centro del nostro Universo, il Sole attorno il quale gli altri come pianeti ruotano, noi i primi ad arrivare al traguardo, gli altri una spanna indietro o al massimo al nostro pari, ma mai un passo più avanti. Questo è il primo punto da intendere, una Strega, o Stregone che sia, non è mai sola perché attorno a se e dentro se ha gli Dei e per questo deve rispettarsi come rispetta gli Dei. Ma il nessuno include anche altri, chi ci circonda, chi vive intorno a noi e con noi, ed è RESPONSABILITÀ della Strega non nuocere loro, finché di difesa non si tratta. Spesso si sceglie la strada più breve e facile, perché è l’unica in cui si riesce a vedere la fine, ma il percorso che si deve attraversare può portare a nuocere chi ci sta accanto, in questo caso è la Strega a dover decidere, prendendosi la responsabilità piena dei propri atti, non c’è un dio a cui chiedere perdono, da cui andare a piangere, gli errori si pagano sempre e comunque. A volte il “fa ciò che vuoi” entra in conflitto con il “finché non nuoce a nessuno”, cosa si fa? Piatto della bilancia e valutazione dei pro e dei contro. Cosa è più importante? Il rischio di entrare nell’intimo di qualcun altro oppure quello di non coprire un nostro bisogno? Sta alla scelta della persona, non c’è nessun giudice che ti può dire se sei stato cattivo o meno, nessun Minosse che sceglie in quale girone dell’inferno finire. Ad ognuno la sua scelta consapevole degli errori, e sta in questo l’unico concetto fondamentale della Wicca, ovvero sia che:
“La Wicca è un cammino di conoscenza, consapevolezza e responsabilità.”
Dunque “Fa ciò che vuoi, finché non nuoci a nessuno” un consiglio, proprio un consiglio, perché nessuno potrà mai dire ad un altro cosa vuol dire questa frase, perché ognuno ha un proprio e giustificato modo di vivere il Rede.

*il Rede e la Legge del Tre, sono stati tradotti direttamente dall’inglese e adattati in modo che potessero rimanere in Rima, senza modificarne il senso, quindi non si tratta di una traduzione letterale, ma libera.

 

(traduzioni di Kisha)

Fonti bibliografiche :

Libri:
“High Magic's Aid” Gerald B. Gardner (con lo pseudonimo Scire)
“L’arte della Magia” Phillys Currot, ed. Sonzogno

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 10 Settembre 2008 13:00 )
 

Commenti  

 
0 #2 Kisha 2009-03-25 22:16 Ciao Monia, grazie per essere passata da qui e aver chiarito con noi.
Se vuoi lasciare non e' affatto un problema, basta che lasci la fonte.

Kisha
Citazione
 
 
0 #1 Monia 2009-03-25 19:35 Chiedo assolutamennte venia. In tutta sincerità non sapevo nemmeno da dove era saltata fuori quella traduzione. Per non fare ulteriori torti elimino il post, mai e poi mai è stata mia intenzione spacciarla per mia anche perchè ho sempre scritto un P.S. in fondo a poesie & C. che non erano mie se sapevo da dove provenivano… Questa era una cosa particolare che mi piaceva e per cui ( a torto ma anche per mancanza di tempo)non mi sono posta nell'immediato lo scrupolo di ricercarne la fonte. Ribadisco le mie scuse e tolgo tutto. Buona serata. Citazione
 

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